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Gli spaghetti alla carbonara sono in assoluto il mio piatto preferito in più appartengono di diritto al patrimonio culinario italiano ed internazionale. Insomma che dire di più su questo piatto?
In realtà ci sono molte cose da dire e tu sei arrivato qui per scoprire qual è la mia proposta sul vino da accompagnare alla carbonara.
Devi sapere che questo è uno degli abbinamenti in assoluto più difficile. Ma prima di parlare di Vino, voglio concentrarmi un attimo sul piatto di oggi: gli spaghetti alla carbonara.

La ricetta

Sembra facile da fare, ma è un piatto che ha bisogno di attenzione. Sono molte le varianti per quello che riguarda gli ingredienti, io preferisco mantenermi sulla ricetta classica senza panna. Anche se, lo confesso, al pecorino preferisco il parmigiano…

Dove e come nasce la pasta alla carbonara?

Ho sempre dato per scontato che la carbonara fosse un piatto di “antica tradizione” e che fosse sicuramente stato creato nella zona di Roma. Niente di tutto questo.
Spulciando nel web per scrivere l’articolo scopro, con molto stupore, che ci sono solo due cose certe che la riguardano:

  1. è nata in Italia;
  2. se ne ha notizia solo in seguito al secondo dopo guerra.

L’ipotesi più accreditata è che la carbonara sia nata nella zona tra Lazio e Abruzzo, abbia preso origine dalla pasta Cacio e Ova e che solo in seguito all’arrivo dei soldati americani sia stata aggiunto il guanciale (che agli americani ricordava il loro bacon).
Se volete approfondire l’argomento vi consiglio quest’interessantissimo articolo di Lorenza Fumelli in cui troverete anche le ricette della carbonara di due grandi chef.

Perché si chiama così?

Un altro mistero avvolge questo famoso piatto e si lega proprio al suo nome.
“Carbonara” deriva dai carbonari e dai loro segreti, oppure dai lavoratori del centro Italia che portavano la “schiscetta” in miniera?
La prima ipotesi è più romantica che reale e non è supportata da fonti, soprattutto se teniamo conto che, come ho scritto prima, si hanno notizie del piatto solo dopo la seconda guerra mondiale.

La seconda ipotesi sembra essere più attendibile: il piatto era più o meno diffuso nella versione originale di Cacio e Ova e i lavoratori (boscaioli o minatori) avrebbero potuto in effetti averla come pranzo e quindi essere legata in qualche modo al carbone.

Dopo tutti questi misteri (coincidenze? Io non credo…) torniamo nell’ambito che più mi è consono: parliamo di Vino!

Quale vino bere con gli spaghetti alla carbonara?

Al momento di definire il calendario editoriale io e Yara abbiamo discusso se fosse il caso o meno di inserire la carbonara nei primi articoli del blog.
Adoro gli spaghetti preparati così e volevo assolutamente trovare un buon vino da accompagnarci e scrivere l’articolo.
Ho scoperto invece che questo piatto è l’incubo di ogni amante del vino perché è particolarmente insidioso da abbinare e valorizzare. Sono presenti, infatti, molti ingredienti dai gusti importanti che, mescolandosi insieme, garantiscono quel sapore sublime ma che fa impazzire Sommelier ed esperti di vino.

Posto sempre che ci sono svariate teorie in materia, io ci provo e oggi ti propongo un Frascati Superiore DOCG, prodotto nella provincia di Roma, nella zona dei Castelli Romani.

Ecco un vino per la carbonara: Frascati Superiore DOCG

Il Frascati, bianco di pronta beva, di media struttura, profumato e legato al territorio, è chiamato anche “vino dei papi” e ha rappresentato il vino bianco italiano per molto tempo, grazie alla sua versatilità e piacevolezza di beva.

La DOCG Frascati Superiore è ottenuta da un blend di varietà particolarmente utilizzate ed apprezzate nel Lazio, come la malvasia di Candia, la malvasia del Lazio (minimo 70%), il trebbiano toscano, il trebbiano giallo, il greco, il bellone e il bombino bianco (massimo 30%). Naturalmente ogni cantina sceglie la perfetta miscela per valorizzare i propri terroir e metodi di vinificazione.

Per valorizzare uno dei piatti più amati d’Italia, scelgo un vino del territorio che sappia dialogare con questo impegnativo condimento, senza sovrastarlo ma con una indubbia personalità per accompagnarlo con piglio ed energia, ripulendo la bocca da ingredienti così impetuosi, come nel caso del Frascati Superiore DOCG.

Vino per la carbonara, la tua opinione

Per scrivere questo articolo ho scoperto che davo tante cose per scontate: del mio piatto preferito ignoravo quasi tutto.
La scelta del vino questa volta è ricaduta su un abbinamento laziale con il Frascati Superiore.
E tu, quando mangi la carbonara, con cosa la accompagni? Fammi sapere cosa ne pensi, ci vediamo nei commenti!

Scheda tecnica

Frascati Superiore DOCG

Vino bianco

Tulipano per vini bianchi

bicchiere a tulipano

10° / 12°

temperatura di servizio

  • Colore: giallo paglierino mediamente intenso, talvolta con riflessi dorati.
  • Il profilo olfattivo regala sensazioni intense e gradevoli, evidenziando profumi floreali e fruttati, spesso accompagnati da cenni minerali. Al palato è coerente, non particolarmente strutturato ma morbido e piacevole all’assaggio. Il sorso risulta equilibrato e di facile beva, sostenuto da una vibrante spina acida e una buona persistenza aromatica.
  • Abbinamenti consigliati: molto versatile, si presta a innumerevoli abbinamenti. È perfetto da abbinare alla cucina del territorio, antipasti, frittate, carni bianche, primi piatti di mare e di terra, pesce cucinato in modo semplice.
Carbonara mon amour. Ma quanti misteri! ultima modifica: 2017-02-09T07:30:20+01:00 da Valentina Ciliberto